L'ultima stagione

scritto da Paulus
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Seguito delle due precedenti narrazioni.
- Nota dell'autore Paulus

Testo: L'ultima stagione
di Paulus

L'autunno era prossimo: la spiaggia quasi deserta l'acqua del mare color ardesia la volta celeste ingrigita nubi oscure che sembravano rotolare su se stesse, in apparenza minacciose, la vegetazione avvizzita e i primi segni della tabe dell'infiacchimento del verde e la tramontana asciutta che spira a raffica dalle cime già innevate, lontano dove i cocuzzoli sono contornati da anelli di foschia. Maturai il proposito di abbandonare tutto prendendo il largo confidando nella fortuna, che oltre la linea dell'orizzonte si affacciasse sul mare l'isola di cui supponevo l'esistenza da alcune tracce che ora, con il senno di poi, avrei dovuto considerare fittizie e inconsistenti. L'inverno si palesò con copiose ininterrotte nevicate, i terrazzamenti a settentrione declinanti fino alla tenuta di Rossolino non più zappati né dissodati per aerarli e non più sarchiati per sbarbare la piota dalle infestanti e dove solo qualche pianta fruttifera stizzita con la ramificazione compatta tremebonda per le gelate e la furia della tramontana tiene duro. Ma i frutti immangiabili come le sorbe acerbe crescevano diradati sui rami bozzolati rattrappiti. Il castaldo chiuse gli occhi per un febbrone che se lo ingollò in una settimana. Il medico adocchiò l'infermo scrollò la testa dicendo "E' una brutta piressia.". Dall'espressione e dal tono della voce prendemmo coscienza.
Il canonico si fece all'uscio, ma l'infermo era appena spirato. L'inverno fu inclemente, la neve sfarinava tra le mani e non si rassodava. Stetti al chiuso nella biblioteca dove ardevano tronchi di faggio, frugando tra gli scaffali rinvenni per caso due faldoni e una congerie di documenti, attestati titoli quietanze libri contabili libri mastri sunti di sentenze e diversi memoriali, alcuni vergati in latino e con una grafia per me indecifrabile. Li sfogliavo evitando in ogni modo di sgualcirli. La neve sfolgorava e il meriggio era più terso per il riverbero della luce sul biancore. Pianificavo intanto la fuga per non lasciare nulla al caso.
L'ultima stagione testo di Paulus
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